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Health Cities

21 febbraio 2017

Stiamo vivendo una fase storica di urbanizzazione di massa, le Nazioni Unite prevedono che nel 2050 circa i due terzi della popolazione mondiale vivrà in aree urbane, oggi più della metà dei 7 miliardi di abitanti della Terra vive in una città e ogni secondo che passa due persone si trasferiscono dalle campagne alle città (1).
Un tale movimento di massa è motivato dagli immediati benefici legati al reperimento delle risorse primarie che per noi sono il lavoro, le infrastrutture educative e culturali e anche la densità di presidi medici. Ma paradossalmente la maggior parte degli ambulatori e ospedali dei grandi centri urbani servono a curare malattie che essersi trasferiti in una metropoli produce. Quali sono le conseguenze dell’urbanizzazione sulla salute? Le statistiche sono chiare: obesità, disturbi cardiovascolari, diabete e disturbi mentali, ovvero le 4 principali cause di disabilità al mondo. Vista in questa prospettiva l’urbanizzazione costa. Il costo è legato alla riduzione della salute generale della popolazione, alle cure ma soprattutto alla riduzione della produttività legata alla disabilità.

Salute e città
La nostra salute dipende per la maggior parte dal luogo nel quale viviamo in una percentuale del 50% che si può dividere in ambiente fisico e condizione socio-economica; dipende poi per il 30% dai nostri comportamenti e solo per il 20% dalla genetica e dalle cure mediche messe insieme.
Il documento delle Nazioni Unite “Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” elenca gli impegni sullo sviluppo sostenibile che dovranno essere realizzati entro il 2030, individuando 17 obiettivi globali (SDGs – Sustainable Development Goals); tra questi, l’obiettivo numero 11 “rendere le città e gli insediamenti urbani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili” (2) conferma che le città sono elementi chiave sui quali costruire uno sviluppo sostenibile in Paesi a alto e basso reddito.
L’11 luglio 2016 è stato presentato a Roma il primo Health City Forum, la Capitale infatti è stata scelta dal programma Cities Changing Diabetes, l’iniziativa globale in partnership tra University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center con il contributo di Novo Nordisk che coinvolge istituzioni, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore, per evidenziare il legame fra il diabete e le città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia. Vivere in un ambiente urbano aumenta infatti da 2 a 5 volte il rischio di sviluppare il Diabete.

 

H-lab: i contenuti

In questa serie di articoli su H-Lab metteremo in luce le opportunità che offre la progettazione e l’amministrazione di una città per favorire la salute e il benessere di una popolazione.

Descriveremo New York come Health City all’avanguardia, ma daremo anche una lettura critica ai dati che provengono dalla letteratura scientifica sui benefici degli spazi verdi, sul legame tra inquinamento urbano e demenze e sulle possibilità di promuovere la salute attraverso l’attività fisica immersa nei percorsi urbani di tutti i giorni.

Nello stile di H-Lab i dati scientifici saranno la base per costruire una visione e informare il policy making.

 

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