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Uscire dai confini del SSN

15 giugno 2017

Le sfide dell’innovazione e della tecnologia applicate alla medicina dovranno poter contare su una nuova classe dirigente che si assumerà la responsabilità di creare Salute ovvero valore per il Paese.

In questa sezione di H-Lab ospiteremo contributi che ci aiuteranno a delineare il profilo dei nuovi leader della sanità, moderna e ipertecnologica: competenze, formazione, attitudini e anche personalità.

Un primo elemento sul quale vogliamo riflettere riguarda la formazione e il settore di provenienza della nuova leadership.

La classe dirigente di un sistema che vuole davvero rinnovarsi non può formarsi solo all’interno dei confini dello stesso sistema che intende cambiare ovvero il nostro SSN. E’ importante in questo senso rinunciare ai pregiudizi e alle istanze conservatrici e cominciare ad accettare manager che provengono da esperienze lavorative di alta dirigenza anche di settori limitrofi, ma diversi come ad esempio il settore della sanità privata o del privato sociale, il mondo delle associazioni o del volontariato, ma anche dell’università e dell’industria come d’altra parte è prassi comune in tutte le organizzazioni che gestiscono e tutelano la salute in tutto il mondo occidentale.

Questa contaminazione e osmosi tra settori limitrofi è importante almeno per tre buoni motivi.

In primo luogo perché permette di implementare l’integrazione effettiva del settore del sociale nel contesto del SSN e non solo per i seppur nobili intenti di assistenza e continuità terapeutica quanto per esercitare in maniera pro-attiva il controllo e il monitoraggio dei trattamenti.

In secondo luogo perché un leader del settore salute deve capire e conoscere profondamente l’innovazione sino a poter intercettare, anticipandole, non solo le nuove tecnologie, ma anche i paradigmi organizzativi che migliorano efficienze e stato del sistema. Per comprendere questo un manager della salute deve aver avuto esperienza di progetti innovativi, tramite una formazione specifica nei nuovi metodi e nelle nuove tecnologie per valorizzarle all’interno del sistema, per creare un humus di sviluppo e per dialogare con le controparti che si occupano direttamente di sviluppo economico e industriale.

In terzo luogo un leader moderno deve aver profondamente sviluppato il senso della comunicazione sia verso piccoli gruppi sia a livello pubblico dovendo ingaggiare confronti continui con multipli soggetti (industria, associazioni, istituzioni nazionali e sovranazionali ecc..) del sistema e uscire dalla realtà autoreferenziale dell’amministrazione ordinaria, che per quanto efficiente ed efficace, non avrà mai, senza la necessaria apertura e confronto, una visione.

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