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Cittadini responsabili per la propria salute: i sensori indossabili e i costi delle cure

15 giugno 2017

Il 2017 sarà ricordato come l’anno in cui il settore delle assicurazioni sanitarie comincerà a valorizzare i dati forniti dai pazienti. La compagnia di assicurazioni “Oscar Health” ha già mosso i primi passi, inaugurando il modello di polizza abbinata alla misurazione dello stile di vita. Gli assicurati possono presentare i propri dati registrati dai sensori indossabili Fitbit (l’orologio Charge 2 per esempio) e in questo modo essere premiati con 1 dollaro ogni giorno nel caso raggiungano alcuni obiettivi di fitness.

In futuro quindi prepariamoci allo scenario in cui fumare, bere troppi alcolici, mangiare in eccesso e non fare sport potrà costare molto alle persone in termini di salute e pesare gravemente sulla loro assicurazione sanitaria con ulteriori e progressive spese aggiuntive.

Nel 2019 si stima che saranno venduti oltre 250 milioni di dispositivi indossabili, consentendo la misurazione di dati sempre più precisi sul nostro stile di vita, che le compagnie di assicurazione inevitabilmente cercheranno di utilizzare.

In un Paese come l’Italia, e negli altri Stati Membri dell’Unione Europea, le assicurazioni sanitarie sono meno diffuse e l’assistenza sanitaria è prevalentemente pubblica, organizzata secondo vari modelli. Anche i servizi sanitari pubblici, tuttavia, dovranno attuare delle politiche si sostenibilità per adattarsi all’aumento di domanda di salute e al costo delle tecnologie. Lo scorso 5 aprile il Parlamento britannico ha presentato un Report sul futuro del servizio sanitario nazionale (NHS) e una delle due raccomandazioni principali era proprio quella di responsabilizzare i cittadini a partire dai 45-50 anni di età rispetto ai loro stili di vita. Dalle nostre abitudini a 50 anni dipende la salute nella fascia di età più avanzata e da questo punto di vista, la sostenibilità economica dei sistemi sanitari è responsabilità di ognuno di noi.

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