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I Big Data e l’intelligenza artificiale al servizio della Salute dei cittadini

1 giugno 2017

La recente digitalizzazione dei servizi sanitari sta determinando la costituzione di enormi archivi di informazioni denominati “Big Data”. Grazie ad essi cittadini e Istituzioni possono monitorare lo stato di salute, consentire una migliore qualità nei percorsi di cura e favorire al contempo una medicina che monitora sia l’intera popolazione che il singolo individuo, con un intervento mirato e personalizzato.

I Big Data nel settore sanitario vengono già oggi utilizzato per prevedere le epidemie, curare le malattie, migliorare la qualità della vita ed evitare morti evitabili. Con la popolazione mondiale in aumento i modelli di erogazione delle cure sono in rapida evoluzione e molte delle decisioni che stanno dietro questi cambiamenti sono oramai influenzati dalla analisi dei dati. L’obiettivo è sempre più quello di comprendere quanto più possibile di ogni singolo paziente, raccogliendo segni premonitori di malattia in una fase sufficientemente precoce da consentire che il trattamento sia praticabile ed efficace (e meno costoso).

A livello di servizio sanitario i dati sono inoltre determinanti per favorire l’aziendalizzazione modelli organizzativi, scenario nel quale possono fornire utili suggerimenti per risparmiare o trarre profitti da una corretta gestione delle risorse. In uno scenario caratterizzato da tagli e carenza del personale, gli ‘analytics’ peraltro potrebbero favorire la pianificazione dei flussi di lavoro e quindi aumentarne drasticamente la produttività.

La transizione dal modello “Software” al nuovo “Dataware”

Per decenni, tutti i tipi di software che usiamo ogni giorno, presenti peraltro negli device medicali, sono stati programmati e progettati per funzionare in modo prevedibile e con obiettivi pre-impostati. Nei prossimi anni assisteremo invece ad un cambiamento rivoluzionario secondo cui il software diventerà “Dataware”, creato attraverso la formazione di un sistema informatico alimentato dai dati e senza obiettivi funzionali necessariamente pensati in fase di analisi. Ciò permetterà ai sistemi informatici di imparare autonomamente e di fare previsioni sulla base di nuove informazioni, con un modello di alimentazione automatico e non supervisionato da esseri umani.

Già oggi abbiamo esempi di Dataware nelle APP/Servizi quali Facebook, Netflix, Spotify o nei sistemi di protezione contro le frodi per le nostre carte di credito. Ben presto tuttavia ogni applicazione sarà un’applicazione intelligente, prodotto finale di questa evoluzione, sfruttando i dati, gli algoritmi e l’apprendimento continuo, così da anticipare e migliorare le interazioni con le persone e le macchine basandosi su tre componenti:

  • La disponibilità di grossi archivi di dati e meta-dati
  • Lo sviluppo di nuovi algoritmi di intelligenza artificiale (abilitati alle modalità di apprendimento automatico)
  • La presenza di messaggi e indicazioni predittive integrate direttamente nei device

La piattaforma di prossima generazione non si limiterà quindi a gestire solo le informazioni bensì imparerà anche dalle informazioni e interagirà con il mondo fisico, trasformando i programmi da prevedibili a sistemi di dati addestrati che possono continuamente imparare e fare previsioni e che diventano più efficaci nel corso del tempo.


Cosa sono i Big Data sanitari?


L’insieme (Big) delle innumerevoli informazioni (data) di cui, come individui, consumatori, pazienti etc., consapevolmente o inconsapevolmente, lasciamo traccia digitale durante la nostra vita. Emissione di ricette a nostro nome, impegnative per esami diagnostici, transazioni per l’acquisto di farmaci, il relativo utilizzo del tesserino sanitario e ancora l’utilizzo sempre maggiore della smart technology (applicazioni per smartphone, smartwatch e fasce con cardiofrequenzimetro per fare esercizio e sport) grazie alla quale monitoriamo i nostri parametri vitali: sono solo alcuni esempi dei veicoli che rendono digitali e condivisibili le informazioni sanitarie personali e collettive.

Riflessioni di Politica Sanitaria

L’Europa è ancora parzialmente impreparata ad affrontare la transizione verso un utilizzo sempre più massiccio dei Big Data, tuttavia l’impegno da parte delle istituzioni europee non manca nel tentare di definire direttive che si occupino dell’e-Health o dei problemi legati alla privacy. Per un’analisi capace di indagare il posizionamento dell’Europa sugli aspetti tecnici, ci viene in aiuto l’articolo Making sense of Big Data in health reasearch: towards an EU action plan.

Per far decollare i Big Data in sanità serviranno essenzialmente tre ingredienti

  • la volontà da parte delle istituzioni di rendere i dati pubblici e comparabili con tutti i centri di cura, iniziative e fonti informative
  • lo sviluppo tecnologico che introduca in ambito sanitario dispositivi e connettività in rete
  • il bisogno non differibile di abbattere i costi sanitari

Ingredienti alla base dell’evoluzione dei servizi sanitari in uno scenario che prevediamo subirà una forte accelerazione entro i prossimi 2 anni


Bibliografia



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